istochimica ed immunoistochimica

Esami istochimici

 

Le colorazioni istochimiche si basano sulla capacità di particolari reagenti presenti nei tessuti di legarsi selettivamente a determinate sostanze in base alla loro affinità con il reagente. A partire dagli anni ‘50 sono state studiate le interazioni che intercorrono tra le molecole tissutali e le molecole dei reagenti al fine di utilizzarle per implementare i metodi diagnostici. I legami che si riscontrano più frequentemente si basano sulle forze di Coulomb (es. colorazione di PAS), altri sulle forze di Van der Waal’s (rosso Congo), altre sui ponti idrogeno o sono di tipo covalente. Grazie ai metodi istochimici è possibile evidenziare la presenza di agenti eziologici, definire la natura di matrici/sostanze extra o intracellulari e stabilire, ad esempio, il grado di fibrosi tissutale.
Si ricorda che le colorazioni istochimiche ed immunoistochimiche vengono effettuate a partire dai blocchetti in paraffina ottenuti dai campioni bioptici fissati in formalina. Vi preghiamo di tenere conto che le indagini di IHC sono complesse e le refertazioni vengono prodotte dal Laboratorio entro 15 gg. dalla richiesta.

 

Segue un elenco delle colorazioni istochimiche disponibile ed il loro impiego:

 

Rene:

  • PAS-PASM-Tricromica di Masson al fine di differenzaire le glomerulonefriti mesangio/membranoproliferative e membranose e per stabilire il grado di fibrosi interstiziale
  • Rosso Congo: sospetto amiloidosi
  • Warthin Starry: spirochete

Fegato:

  • PAS+PAS diastasi: glicogenosi vs lipofuscinosi
  • Pigmenti biliari: accumulo di bile intraepatocitaria
  • Perls: accumulo di ferro intraepatocitario
  • Rodanina: accumulo di rame

Altre colorazioni:

  • Blu di Toluidina: colora i granuli dei mastociti, utile per la diagnosi dei mastocitomi scarsamente differenziati
  • PAS: sospette infezioni fungine
  • Ziehl Nielsen: micobatteriosi
  • Grimelius: diagnosi di tumori neuroendocrini a cellule cromaffini o non cromaffini
  • Alcian blu: matrice mixoide (mixomi/mixosarocomi)

 

Esami immunoistochimici in oncologia

Tali indagni si basano XXXXXXX . Tale metodica è indispensabile in ambito oncologico per differenziare determinate linee neoplastiche allo scopo di instaurare un corretto protocollo terapeutico, per determinare l’origine della neoplasia in caso di tumori anaplastici o scarsamente differenziati al fine di prevederne il comportamento e poter stabilire una prognosi.

 

Epiteliale vs mesenchimale: CK-vim

Pannello neoplasie linfoidi: CD3-CD79

Neoplasie linfoidi vs istiocitarie: CD3-79-CD18-45, MAC 387, lisozima

Mastocitomi: mast cell tryptase-CD117 (c-Kit)

Melanomi: S100-melan A

Emangiopericitoma vs PMNST:Vim, ACT, S100,

Tumori vascolari: Fattore VIII ( fattore di Von Willebrandt)-CD31

Neoplasie neuroendocrine:Vim-ck- cromogranina A, NSE

GIST: act-vim-S100- C-Kit

Neoplasie muscolari (muscolatura striata vs liscia): Smooth muscle actin, anti-sarcomeric actin e desmina

 

Esami immunoistochimici per malattie infettive

Le indagini immunoistochimiche sono di grande interesse anche nello studio delle malattie infettive. L'interesse della metodica è che permette la visualizzazione degli agenti infettivi nella lesione e si può documentare il loro ruolo eziologico. Un esempio di grande valenza diagnostico è l'immunoistochimica per coronavirus: una positività nelle lesioni piogranulomatose rappresenta ad oggi il gold-standard per la diagnosi di questa complessa malattia. Un altro esempio è rappresentato dalle indagini per Leishmania su lesioni cutanee.

 

Gli agenti infettivi per i quali è attualmente possibile la ricerca in IHC sono: Parvovirus, Coronavirus, Cimurro, Toxoplasma,
Leishmania spp.