coronavirosi feline (parte 3a)

Indicazioni pratiche per l'uso della RT-PCR per coronavirus felini (tabella riassuntiva)

 

Sono disponibili anche informazioni relative alla patogenesi ed all'approccio clinico

 

Laboratorio d'Analisi Veterinarie "San Marco", Padova 

Indicazione

Campione da raccogliere

Commenti

Ricerca di animali portatori, al fine di creare un allevamento indenne da coronavirus

Tampone fecale

La sierologia non è adatta a questo scopo, perchè un gatto sieropositivo potrebbe in realtà aver terminato l'escrezione virale e potrebbe essere mantenuto nell'allevamento.

La PCR, quando positiva, esprime una certezza in relazione allo stato di portatore. La carica enterica è maggiore nelle fasi iniziali. Se la quota di virus riscontrata nelle feci è bassa, è probabile che l'emissione del virus con le feci si stia riducendo e che sia possibile una negativizzione entro qualche mese.

In caso di negatività, vi sono 2 possibilità: il gatto è indenne e/o ha terminato l'escrezione virale, oppure il FCoV è ancora presente, ma l'escrezione è intermittente. I gatti con PCR negativa nelle feci dovrebbero essere ritestati 3 volte nell'arco di 2 mesi (secondo alcuni Autori anche più frequentemente, ma l'alta sensibilità della nostra metodica probabilmente permette di ridurre questi campionamenti)

Sospetta FIP "umida", con presenza di un versamento

Essudato, conservato in una provetta con K3EDTA, da conservare ed inviare refrigerata. Il campione deve giungere al Laboratorio entro 3 gg. dalla raccolta

La ricerca del RNA virale nel fluido è a nostro avviso una metodica eccellente per la diagnosi della FIP. Pur ammettendo che il paziente sia affetto da altra patologia e che casualmente vi sia del coronavirus enterico nel circolo periferico che arrivi al fluido campionato, è certo che la quantità di virus, in questo caso sia minima, mentre nelle forme essudative secondarie a FIP, con la PCR quantitativa si osservano costantemente altissimi titoli virali. Sarà quindi la quantificazione del virus, permessa dalla metodica Real Time da noi utilizzata, a discriminare tra una presenza casuale di un FCoV e una FIP "umida".

Si suggerisce contestualmente di eseguire la ricerca del virus anche su sangue intero in K3EDTA. Solitamente in caso di FIP è positivo il versamento ma non il sangue

Sospetta FIP "secca", localizzata (fegato, rene, linfonodi)

Ago aspirato. Inviare al Laboratorio la siringa ancora inastata con l'ago utilizzato per il campionamento

Nella nostra esperienza, in caso di FIP "secca", la quantità di virus ottenibile dalla siringa è molto alta. Ovviamente si suggerisce contestualmente di eseguire anche, con un'altra siringa, un'aspirazione per ottenere dei campioni citopatologici.

Si suggerisce contestualmente di eseguire la ricerca del virus anche su sangue intero in K3EDTA. Solitamente in caso di FIP è positivo l'ago aspirato ma non il sangue

Sospetta FIP "secca", in caso di uveite

Umor acqueo, conservato in K3EDTA

 La PCR è la metodica di prima scelta per questa condizione clinica

Sospetta FIP "secca", in presenza di sintomi neurologici

Liquido cefalo-rachidiano conservato in K3EDTA

 

Vedi sopra

Varie

Sangue intero in K3EDTA (sconsigliato)

E' discutibile utilizzare il sangue periferico come campione biologico per la ricerca dei coronavirus. Si deve ricordare che il virus enterico può sporadicamente localizzarsi anche nel circolo ematico. Di conseguenza, in caso di positività, è impossibile distinguere tra la comune ed asintomatica infezione enterica e la FIP.

Se si volesse invece utilizzare il sangue per la diagnosi di FIP, in assenza di lesioni campionabili (fluidi, lesioni viscerali etc.), si ha comunque di fronte una prova a bassa sensibilità, perchè quasi sempre, in base ai nostri dati, la FIP, secca o umida, non è associata a viremia.

E' possibile che nel prossimo futuro anche in questa particolare situazione, la quantificazione del virus circolante tramite la metodica quantitativa permetta di superare i problemi prima elencati. Ad oggi però mancano dati al riguardo sia dalla letteratura che dalla nostra pratica clinica.

In conclusione noi sconsigliamo l'uso del sangue periferico per la ricerca dei coronavirus.

Valutazione di gatti asintomatici, conviventi con gatti ammalati di FIP

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Non esiste alcun test per diagnosticare una FIP prima che compaia la forma clinica.

Il tampone fecale può solo permetterci di riconoscere la forma enterica, comunque molto frequente.

Autore: T. Furlanello, DVM, Dip ECVCP, Febbraio 2010