coronavirosi feline (parte 1a)
Dott.ri Tommaso Furlanello & Luis E. Razia
Clinica e Laboratorio d'Analisi Veterinarie "San Marco"
v. Sorio 114/c, 35141 Padova
tel.: 049-8561098
ATTENZIONE:
E' disponibile una parte II, relativa all'approccio clinico ed una tabella riassuntiva per l'uso diagnostico della PCR Real Time
Questo testo è destinato ai MM.VV. utenti del Laboratorio d'Analisi Veterinarie San Marco. La finalità è di fornire alcune indicazioni relative alla patogenesi della FIP, indispensabili per ottimizzare l'uso della PCR quantitativa per coronavirus. A fine testo è presente una tabella con un sommario delle applicazioni di questa metodica.
Virologia
- Coronaviridae
- Famiglia di RNA-virus.
- Monofilamento.
- Grandi dimensioni (fino a 220 nm).
- Con envelope.
- Frequenti ricombinazioni genetiche "naturali" in vivo.
Coronavirus felini (FCoV):
Correlati antigenicamente con TGEV (suino) e CCV (cane) ed altri Coronavirus.
In passato i biotipi clinicamente importanti per i felini venivano classificati in base alle patologie indotte:
FECV (Feline Enteric CoronaVirus)
- Agisce solo a livello enterico (vedi oltre)
- Colpisce animali giovani
- Modica gravità, autolimitante
- La ricerca con la PCR ha però permesso l'isolamento anche nel sangue periferico e in organi interni
FIPV (Feline Infectious Peritonitis Virus)
- è il frutto della mutazione di un FECV. Nel singolo gatto, la possibilità che avvenga la mutazione è legata all'intensità della replicazione virale, ovvero al "carico virale individuale". La mutazione è più probabile in caso di situazioni di stress
- Azione sistemica
- Prognosi infausta
- Scarsa infettività, anche se vi sono rari casi in cui avviene la disseminazione enterica di virus patogeno da parte di un gatto ammalato
- Struttura antigenica molto simile; probabilmente sono biotipi differenti di un singolo virus. é possibile e probabile la conversione del biotipo enterico a quello sistemico. La forma mutata è il virus della FIP, che deve essere considerata ad alta patogenicità ma di scarsa infettività.
Resistenza nell'ambiente:
- · Rapidamente inattivato da detergenti e disinfettanti
- · In condizioni sperimentali, le secrezioni essiccate e conservate a 21°C possono proteggere il virus per settimane
Patogenesi
Definizione di FIP: vasculite immuno-mediata, che avviene nel 5-10% dei gatti con infezione da FcoV (Addie, 1998).
La FIP è una patologia da immuno-complessi, nella quale gioca un ruolo importante la fissazione del Complemento.
Colpisce i felini domestici e selvatici.
Trasmissione:
· diretta
- * tra gatto e gatto
- * perinatale
· indiretta
- * feci
- * secrezioni oro-nasali
- * scarsa resistenza nell'ambiente e sensibile ai comuni disinfettanti
Ingresso per via oronasale.
Replicazione nei tessuti:
- * faringei
- * enterici (sede definitiva per il FECV)
- * respiratori
Viremia, tramite i monociti.
Anche se solitamente il virus enterico è altamente infettante, esistono dei gatti resistenti: infatti il 4% dei gatti sembra essere del tutto resistente all'infezione da FCoV, non diffonde il virus e ha una risposta anticorpale praticamente non rilevabile.
Target virale: macrofagi del SRE.
La formazione di anticorpi è all'origine delle lesioni:
· Formazione di immunocomplessi (ipersensibilità tipo Arthus)
- * deposito nelle pareti vascolari, con conseguente vasculite
- * amplificazione della flogosi per azione di interleuchine e prostaglandine
- * formazioni di perivasculiti necrotizzanti piogranulomatosa
La comparsa di una forma clinica, la tipologia della stessa ("secca" o "umida") e la velocità dell'inesorabile progressione sono legate a:
· Variabili legate al virus
- Ceppo
- Dose
- Via d?ingresso
· età del gatto ?
- massima prevalenza negli animali di età compresa tra 6 e 24 mesi. L'80% dei gatti FIP < 2 aa.
- può comunque colpire gatti di qualsiasi età: esiste un picco di prevalenza anche tra 10 e 14 aa.
· infezioni concomitanti ?
- * Infezioni concomitanti con retrovirus (FeLV e FIV) facilitano l'infezione da coronavirus e contribuiscono alla gravità dei segni clinici in caso di FIP
· Stress, condizioni ambientali
- * Gli ambienti comunitari, sovraffollati, sono legati ad alte incidenze di sieropositività (90%), con titoli anticorpali più elevati rispetto a quelli riscontrabili in gatti che vivono in ambienti più controllati. Per alcuni gatti la vita in comunità è una fonte di stress molto importante.
· predisposizione genetica
- * sono predisposti i gatti di razza, sia per motivi genetici sia perchè più facilmente vivono in gruppi/allevamenti (fonte di stress, vedi sopra)
Si ricorda ancora che la fonte virale è una mutazione del FECV in FIPV