Nuovi parametri reticolocitari:
CHr, Hypo, MCVr, CHCMr, CHDWr
Dott. Federico Longhi (medico veterinario in praticantato, Gennaio 2006)
e Dott. Tommaso Furlanello
Nell’analisi dei reticolociti, oltre alla loro %, il numero assoluto, la conta reticolocitaria corretta (CRP) e l’indice reticolocitario, vengono forniti numerosi altri parametri fra cui MCVr, CHCMr e CHr. Tali parametri sono di estrema utilità per una diagnosi precoce di carenza di ferro, prima ancora che si verifichi uno stato di anemia e/o di microcitosi e ipocromia.
Per comprendere meglio le informazioni qui riportate, si ricordi che i reticolociti presentano un volume medio (MCVr) superiore del 20-25% a quello dei globuli rossi e, di conseguenza una minore concentrazione cellulare di emoglobina (CHCMr) rispetto ai globuli rossi, distribuita quest’ultima in volumi diversi. Inoltre i reticolociti presentano un maggior contenuto emoglobinico inteso in senso assoluto.
CHr
Il CHr (contenuto emoglobinico reticolocitario) esprime in picogrammi la quantità media di emoglobina contenuta nei reticolociti. Nel nostro referto viene anche indicato il CH degli eritrociti maturi (CHm) e il CH di eritrociti e reticolociti (CHg).
Nei pazienti in condizioni normali, ci si aspetta che il CHr sia superiore al CH riportato nell’emogramma (CH o CHg), in quanto non si verificano ulteriori processi di sintesi emoglobinica al di fuori della fase di eritroblasto. Varia certamente il volume tra i due tipi di cellule, ma questo incide sulla concentrazione e non sul contenuto. Il valore normale del CHr nel cane, elaborato dal Laboratorio Veterinario San Marco di Padova, varia da 23,7 a 29 pg.
In caso di modificazioni a livello dell’assetto emoglobinico il CHr si differenzia significativamente dal CH. Contrariamente al CH, il CHr si riferisce ad una popolazione molto limitata di cellule (reticolociti), numericamente molto più ristretta rispetto ai globuli rossi e, soprattutto, omogenea dal punto di vista temporale: infatti i reticolociti hanno tutti la stessa età rimanendo in circolo come tali per 24-48 ore.
La diminuzione del CHr è espressione di una forma iniziale di carenza da ferro, quindi di una scarsa emoglobinazione, ed acquista il significato diagnostico di inizio di anemia ferropriva. L’importanza di tale diagnosi sta nella tempistica nella quale si può formulare. In sintesi, si può prevedere uno stato di carenza da ferro prima ancora che compaiano i segni clinici di questa patologia.
L’aumento del CHr indica l’efficacia della terapia marziale entro brevissimo tempo dal suo inizio (massimo 7 giorni), ma anche la bontà della via di somministrazione della terapia stessa: se entro questo periodo non si nota un incremento del CHr, è consigliabile cambiare via di somministrazione del ferro.
Concludendo l’importanza del parametro CHr sta nella precocità dell’informazione che è relativa a:
- Instaurarsi di stati anemici
- Risposta ad una terapia marziale
- Corretta via di somministrazione del ferro.
Hypo
Con questa abbreviazione (relativa ad “Hypochromic”) ci si riferisce alla misurazione della proporzione dell’ipocromia negli eritrociti e nei reticolociti. Se la biodisponibilità del ferro è normale/sufficiente, tale valore, espresso in percentuale, è < al 10%. Nelle anemie da carenza di ferro la percentuale e’ maggiore del 10%.
MCVr
Il parametro del MCVr indica il volume corpuscolare medio reticolocitario. In alcune razze come Akita Inu e Shiba Inu questo parametro perde di significatività poiché sono predisposte geneticamente a produrre eritrociti di dimensioni minori alla norma (si ha una microcitosi fisiologica).
La diminuzione del MCVr avviene in caso di carenza di ferro (o sua scarsa biodisponibilità).
CHDWr
E’ questo il primo test che si altera (aumenta) in caso di carenza di ferro, perché aumenta la percentuale dei “Low CHr”, anch’essi presente nel nostro profilo reticolocitario.